Biotecnologie Sanitarie

Nell’articolazione “Biotecnologie sanitarie” vengono identificate, acquisite e approfondite le competenze relative alle metodiche per la caratterizzazione dei sistemi biochimici, biologici microbiologici e anatomici e all’uso delle principali tecnologie sanitarie nel campo biomedicale, farmaceutico e alimentare, al fine di identificare i fattori di rischio e causali di patologie e applicare studi epidemiologici, contribuendo alla promozione della salute personale e collettiva.

LA VOCE DEGLI ALUNNI

Angela Bellocco II Z

Ho sempre paragonato la scuola ad un “percorso” che inizia dall’infanzia e finisce alla maturità dei ragazzi. Mi chiamo Angela, ho 15 anni, frequento questo istituto scolastico: I.I.S. SEVERI-GUERRISI da due anni.

Il primo giorno in cui sono entrata in questa scuola, sono stata accolta in un modo magnifico sia dai professori, che dai compagni; appena sono entrata in classe mi sentivo un po’ in imbarazzo pensando “chissà come saranno i miei compagni”, “chissà come saranno i miei professori”; avevo dei dubbi, pensavo di non trovarmi bene, invece, non appena la lezione è terminata, tutti i miei dubbi e le mie perplessità sono svaniti nel nulla. I miei compagni di classe, sono meravigliosi: sono delle persone con le quali, posso condividere molte cose, interessi, passioni e con i quali si è instaurato un bel rapporto di amicizia.

Per quanto riguarda i docenti, oltre ad aver conosciuto il loro essere professionalmente molto validi e competenti, ho imparato a conoscere la parte più umana della loro personalità. Appunto, posso dire che sono molto presenti ed attenti anche al di là dell’ambito scolastico, ascoltando le nostre problematiche e dandoci dei giusti e validi consigli.

Questa scuola, la associo ad una GRANDE famiglia, nella quale, il dirigente scolastico, ne rappresenta il fulcro. In questa famiglia ci sono anche i collaboratori scolastici, che con il loro lavoro, danno un valido contributo alla nostra scuola. Non sono mai stata in una scuola così, non mi sono mai trovata bene e soprattutto non mi sono mai sentita a mio agio; è proprio in questi due anni che ho capito cosa vuol dire la parola scuola. Il termine “SCUOLA” non significa solo studio ma anche stare bene e “qui” si studia davvero bene ed in modo adeguato. Io frequento l’indirizzo “Biotecnologie Sanitarie”, ho scelto proprio questo perché da grande vorrei diventare una Biologa. Appena terminerò questo percorso scolastico, intraprenderò la via universitaria per specializzarmi e realizzare il mio sogno. Consiglio vivamente questa scuola a tutti i ragazzi, soprattutto a chi ha voglia di studiare, di raggiungere dei buoni risultati e di concretizzare i propri sogni. Sono certa del fatto che, al termine di questo percorso, potrò puntare su una buona preparazione per poter affrontare al meglio gli studi universitari.

 

 

Cecilia Rossini II R

Noi studenti quasi sempre non vediamo di buon grado la scuola, sarà per via dei compiti, dello stare ore in classe ad ascoltare o molto più semplicemente perché dobbiamo studiare. Tutto ciò però accade quando si hanno dei professori poco stimolanti, o poco interessanti e posso dire fieramente che questo non è proprio il mio caso; sarà che la scuola non mi dispiace o sarà che ho dei professori che me la fanno piacere. Sono sempre tutti disponibili, pronti ad aiutarci nel momento del bisogno… hanno quel qualcosa che manca a molti: amano il loro lavoro e i risultati si notano proprio su noi studenti. Non nego che la vita scolastica può apparire dura, stancante e noiosa, ma è
ciò che ci crea e ci forma per un domani. Il mio è un istituto all’avanguardia in grado di prepararci al mondo del lavoro con l’adeguata qualità.

 

 

Desireè Taverna II R

Uno dei lavori meglio organizzati nella scuola che frequento è il cosiddetto «orientamento scolastico» il quale offre agli alunni delle terze medie la possibilità di conoscere i vari indirizzi e di scegliere quello più adatto.

Tutti gli alunni, nei mesi di gennaio e febbraio accogliamo, a turno, scuole medie provenienti da diversi paesi e il mio compito è quello di fare una sorta di pubblicità all’indirizzo che frequento.

La mia è una funzione ben precisa: devo coinvolgere e convincere i ragazzini ad iscriversi al Severi illustrando le attività che facciamo.

C’è chi vede l’orientamento come una specie di gioco, chi lo vede come troppo impegnativo per partecipare e chi lo vede con occhi diversi e da il massimo pur di farne parte. Io faccio parte di questi e dico che il pensiero degli altri e sbagliato perché è un’attività seria e impegnativa però, posso assicurare che, lavorando insieme, insegnanti compresi, si hanno molte soddisfazioni e ci si diverte anche.

No ho molta esperienza sull’orientamento perché frequento la seconda classe ed ho avuto la possibilità di partecipare solo da un anno ma, posso dire che sono contenta.

Una delle esperienze che ho vissuto in pieno è stata quando in uno dei tanti laboratori che la scuola ci offre sono entrati gli alunni della scuola media che ho frequentato per tre anni.

Ho iniziato descrivendo il funzionamento della “cappa aspirante”, ho potuto dimostrare quello che avevo imparato a vecchi amici e ai vecchi professori… Mi è stato assegnato anche il compito di distribuire dei volantini a tutti i ragazzi, spiegando loro gli sbocchi che offre questa scuola alla fine del percorso di studi.

Mi sono impegnata al massimo e come volevo ci sono riuscita. Quella per me è stata la prima volta ed è proprio grazie ad essa che ho avuto il coraggio di affrontare molte altre scuole.

Questa scuola è meravigliosa!

Se c’è una cosa che devo dire ai ragazzi di terza media, è di non fare la loro scelta ragionando con la testa dell’amica , ma di riflettere bene sulle loro capacità; di consigliarsi con i professori e con i genitori per fare una scelta giusta per il loro futuro.

 

 

Elisa Sofo II R

Oramai sono quasi due anni che frequento la mia attuale scuola e devo dire che mi ci trovo davvero bene. Sono tutti gentili e disponibili, a partire dal preside e a finire coi bidelli. In particolare, il Preside è sempre aperto alle richieste di noi studenti e cerca sempre di accontentarle al meglio! I professori, poi, sono tutti simpatici, aperti e disponibili: aiutano senza distinzioni tutti gli studenti in caso di problemi sia scolastici che personali, diventando così non solo delle “figure autorevoli” che si occupano di darci la giusta istruzione, ma anche dei grandi e preziosi amici! Inoltre, ognuno di loro ha un carattere differente, che lo distingue da tutti gli altri, e ciò rende il tutto ancora più bello ed interessante!

Durante l’incontro scuola-famiglia di quest’anno, infatti, abbiamo conversato più sui nostri “fatti personali” che sulla media scolastica. Ovviamente si è parlato anche di quella ma in un modo leggero, quasi come se fossimo lì per una semplice chiacchierata tra amici.

Spero che quest’aspetto non cambierà mai e che, fino al mio diploma, riesca ad approfondire ancora di più il mio rapporto con loro.

 

 

Gaia Caccamo I R

Seppure io non abbia trascorso molto tempo in questa nuova scuola,posso dire che la mia esperienza è stata eccezionale,sia con i professori che con la classe.

 

Al primo impatto provavo timore non conoscendo i professori,alcuni sembravano troppo severi e antipatici ma dopo si sono rivelati tutti molto gentili e  sempre disponibili e sono davvero molto vicini a noi ragazzi,ci aiutano nel momento in cui troviamo difficoltà,ci incoraggiano a studiare e trovano sempre un modo per non rendere le lezioni troppo pesanti.

È un’ottima scuola,sono contenta di averla scelta e di aver iniziato questo percorso con accanto dei professori preparati e comprensivi.

 

 

Giampaolo Perri V R

La mia esperienza come partecipante ai Giochi della Chimica nazionali e come vincitore di quelli regionali in Calabria è stata molto positiva come sicuramente lo è stata per tutti gli altri ragazzi che vi hanno partecipato, infatti, grazie alla Società Chimica Italiana (SCI), organizzatrice dei Giochi in questione, centinaia di studenti, me compreso, hanno avuto l’opportunità di potersi confrontare e misurare sulle loro conoscenze e competenze nell’ambito della chimica.

Attraverso questa competizione sono stato stimolato a tirare fuori il meglio di me stesso, come solo nelle migliori competizioni succede, e sono anche arrivato a costruire con la chimica un rapporto altamente appassionante. Inoltre, l’idea di potermi confrontare con altri studenti ha reso questa particolare esperienza molto emozionante e nel momento in cui mi sono classificato primo alla fase regionale in Calabria la mia emozione ha raggiunto il culmine.

Occorre sottolineare anche il fatto che partecipando alla fase nazionale tenutasi a Frascati, ho avuto il piacere di fare conoscenza con tanti studenti e professori provenienti da ogni parte dell’Italia e, in modo particolare, con quelli calabresi vincitori delle altre classi di concorso e con i quali ho condiviso (perché eravamo sempre insieme) ogni esperienza del viaggio.

Sono estremamente felice di aver avuto l’opportunità di partecipare a questa competizione e, attraverso di essa, di fare questa bellissima esperienza, perciò porgo un caloroso ringraziamento innanzitutto ai miei professori che, oltre ad avermi accompagnato nel viaggio e ad avermi preparato al meglio per affrontare la prova, ogni giorno in prima persone grazie alla loro preparazione e all’amore per il loro lavoro mi trasmettono tantissimo; un secondo ringraziamento va alla mia scuola, l’Istituto Tecnico d’Istruzione Superiore Severi-Guerrisi che si impegna sempre a valorizzare gli studenti e a partecipare ad ogni iniziativa che abbia come scopo il miglioramento e la formazione degli studenti impedendo che lo studio diventi un qualcosa di monotono e passivo e che l’amore per esso non appassisca a causa della mancanza degli stimoli e dei metodi giusti; infine ringrazio la Società Chimica Italiana senza l’impegno della quale non sarebbe esistita tale competizione che regala ogni anno a centinaia di studenti tante emozioni.

 

 

Giorgia Perrone I R

Il primo periodo di scuola è stato molto costruttivo sia dal punto di vista sociale che didattico. Abbiamo svolto molte attività significative che hanno unito sempre più il nostro gruppo classe.

Per quanto riguarda i professori mi sono trovata bene con tutti e riguardo ai compagni sono stata fortunata, sono tutti molto simpatici e gentili.

Il passaggio dalle medie alle superiori è stato impegnativo, fortunatamente non ho avuto grandi difficoltà ed ho ottenuto buoni risultati grazie al mio studio e soprattutto grazie ai professori che riescono a coinvolgerci in tutte le attività scolastiche facendoci amare tutte le materie.

Sono contentissima di aver scelto questa scuola e di essere capitata in questa classe.

 

 

Giuseppe Labate I T

Mi chiamo Giuseppe Labate, sono un alunno della 1^T, il cui indirizzo è Biotecnologie Sanitarie. Ho scelto questo indirizzo perché durante l’orientamento dell’anno scorso mi è piaciuto molto. Essendo al primo anno posso dire solo cose generali sulla scuola perché ancora abbiamo usato poco il laboratorio e fatto solo alcuni esperimenti. Posso dire che è una bella scuola, con una palestra immensa, un auditorium dove noi possiamo fare delle assemblee o dove il dirigente e i rappresentanti di istituto ci possono comunicare le scelte che hanno fatto per il bene degli alunni. Posso dire che ho socializzato subito con i miei compagni e che si è creato un bel rapporto anche con i professori. Durante il secondo mese di scuola ci è stato comunicato che almeno   due alunni per ogni classe dovevano essere eletti rappresentanti. Io, insieme ad una mia compagna rappresentiamo la classe 1^T; partecipiamo alle assemblee, ai consigli di classe e poi comunichiamo ai nostri compagni. Sin dall’inizio ho pensato che era un’esperienza interessante e spero di avere la capacità per essere un buon rappresentante di classe.

 

 

Ludovica Riccio  I Z

Mi chiamo Ludovica Riccio e frequento la classe 1^Z dell’indirizzo Biotecnologie Sanitarie. Quindi sono una neo-alunna di questo istituto.

All’inizio mi sono sentita un po’ spaesata, fra tutte quelle voci e volti nuovi. Riguardo all’istituto, non sono ancora in grado di giudicarlo, dato che è da poco che lo frequento, ma il primo impatto che ho avuto è stato quello di una scuola con un’impeccabile serietà, innovativa, pulita, ristrutturata da poco tempo, fornita di computer, lavagne elettroniche, parasoli alle finestre … Tutto è organizzato per il bene degli alunni che la frequentano e, per quanto riguarda lo studio e le attività extracurriculari, è piena di “cose” nuove come alcune materie (chimica, fisica, scienze …), alcuni laboratori in cui si svolgono esperimenti e dimostrazioni interessanti ed istruttivi.

L’anno scolastico è iniziato molto bene, i miei compagni hanno dimostrato, come me, di voler fare nuove amicizie e di volersi integrare in questa nuova realtà, dove i professori sono cambiati e con loro anche i metodi di insegnamento e di valutazione. Nonostante ciò, penso e spero, di dimostrare di essere preparata alle novità e ho dimostrato, anche, di avere un buon andamento nello studio e nell’apprendimento in classe.

Sto imparando moltissime cose nuove, oltre che dal punto di vista didattico, anche dal punto di vista umano. Questa scuola, al contrario delle medie, mi impone responsabilità e costanza. Ho professori che non mi trattano più come una bambina, ma pretendono da me, come da tutti i miei compagni, molto. Credo che l’anno scolastico che mi trovo davanti non sarà affatto semplice: dovrò impegnarmi al massimo per riuscire a organizzare le attività e lo studio di scuola, ma soprattutto dovrò impegnarmi per superare al meglio questo primo anno nel nuovo percorso di studi che mi accingo ad affrontare. Fortunatamente, ad aiutarmi, ci sono i professori che cercano in tutti i modi di non farci pesare molto il fatto di dover studiare in modo serio per apprendere le nozioni basilari, elaborare personalmente e saper presentare a dovere le conoscenze apprese.

 

 

Maria Pia Deleo I R

La scuola è come un sentiero, che ha inizio nella prima infanzia e termina con la maturità del ragazzo, che dopo aver studiato ed imparato molte cose, è pronto ad entrare nella società degli adulti e nel mondo del lavoro. Io neo-alunno, dopo aver terminato il percorso delle scuole medie, ho scelto di frequentare l’Istituto Tecnico della mia città.

Dal primo giorno di scuola ad oggi sono passati ormai cinque mesi, ma il primo impatto che ho avuto quando ho iniziato a conoscerne l’interno è stato quello di una scuola preparata ad ogni occasione, con tanta organizzazione e di massimo aiuto nei confronti degli studenti.

L’anno scolastico è iniziato molto bene, ho fatto subito amicizia con i nuovi compagni e tutti insieme abbiamo cercato di adattarci ad un “nuovo mondo“, con nuovi professori e nuovi metodi di studio. Nonostante ciò abbiamo tutti superato il primo trimestre dimostrando grande impegno e tanta collaborazione tra noi compagni. Credo che i prossimi mesi non saranno affatto semplici: dovrò sforzarmi per organizzare al meglio le attività scolastiche, perché vorrei raggiungere grandi obiettivi. Fortunatamente ad aiutarci sono i professori, che cercano in tutti i modi di non far pesare le lezioni e di rendere gli argomenti molto più semplici di quel che sono. Spero che in questo nuovo anno scolastico tutto prosegui per il meglio.

 

 

Rose Parrello IV R

Il percorso scolastico di uno studente inizia quando lui è capace di sognare. È solo quando si sogna che si arriva a compiere delle scelte, che in un modo o nell’altro influenzeranno il futuro. Avere tredici anni significa giocare, ridere e scherzare con gli amici e un ragazzo potrebbe semplicemente dire “io sto vivendo”. Oggi non basta solo ridere e scherzare per vivere. Vivere significa svegliarsi al mattino e sapere già cosa fare, dove andare, con chi stare, chi aiutare, a cosa aspirare e, ritornando a letto la sera, riflettere su ciò che il mattino seguente potrebbe essere migliorato.

 

Io avevo tredici anni quando ho scelto con molta cura di frequentare l’Istituto d’Istruzione Superiore Severi-Guerrisi, e nello specifico, l’indirizzo Biotecnologie Sanitarie. Non l’ho scelto perché geograficamente localizzato vicino casa mia e neppure perché lo avrebbero frequentato i miei compagni delle medie ma l’ho scelto perché durante le attività di orientamento (e lo ricordo come se fosse oggi) un professore mi ha chiesto cosa stessi osservando. Io non ho saputo rispondere perché in realtà non lo sapevo, allora egli mi ha preso per mano, mi ha portato davanti ad un microscopio, mi ha fatto avvicinare e guardare con cautela. Ho appoggiato gli occhi sullo strumento, ho visto qualcosa muoversi e, mentre guardavo, sentivo il professore che alle mie spalle descriveva ciò che stavo osservando. Ora, a distanza di qualche anno, non posso dire se mi abbia colpito di più la passione del professore per il suo lavoro o il mondo che avevo appena scoperto grazie al microscopio, ma dopo quella breve esperienza sono stata certa di aver capito quale indirizzo di studi sarebbe stato giusto per me.

Ciò che ho scritto, naturalmente, non avviene a tutti i ragazzi allo stesso modo, perché c’è il ragazzo che osserva, il ragazzo che studia, il ragazzo che parla, il ragazzo che gioca durante la lezione, il ragazzo che si pone delle domande, ma il comune denominatore di queste frasi è sicuramente la parola “ragazzo”, una termine che unisce tanti esseri umani pieni di capacità, ricchi di pensieri ed opinioni che devono essere ascoltati ed istruiti per raggiungere quello in cui credono.

 

 

Davide Rotolo V R

In occasione della sesta giornata Nazionale delle Piccole e Medie Imprese, organizzata dalla Confindustria, la Mangiatorella S.p.A., che è una delle più importanti realtà imprenditoriali del Mezzogiorno d’Italia e la principale nel mercato delle acque minerali della Calabria, ha aperto le porte del proprio stabilimento agli studenti di Chimica e Biotecnologie Sanitarie del nostro istituto, dando loro l’opportunità di osservare sul campo le diverse fasi che caratterizzano la produzione del suo «nastro di cristallo».

Il nostro arrivo è stato salutato calorosamente dall’ing. Pennisi, responsabile dello stabilimento il quale, dopo aver espresso, anche a nome dell’amministratore delegato Dott. Federico, il piacere di ospitare un istituto che da alcuni anni si distingue per l’educazione alla cultura aziendale, anche grazie all’attuazione del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro, ha tratteggiato un breve excursus dell’azienda e, con legittimo orgoglio, ha fatto riferimento al decreto del Ministero della Salute il giorno stesso pubblicato in Gazzetta Ufficiale con cui l’azienda è autorizzata ad inserire sull’etichetta dell’acqua condizionata senza l’aggiunta di anidride carbonica, anche la dicitura «l’allattamento al seno è da preferire, nei casi ove ciò non sia possibile, questa acqua minerale può essere utilizzata per la preparazione degli alimenti dei lattanti».

Successivamente l’Ing. Iealsi, responsabile della qualità, ha relazionato sulla produzione aziendale che è organizzata su tre turni giornalieri con inizio alle ore 6 del lunedì e conclusione il sabato alle ore 14, ed ha citato alcune delle numerose certificazioni di qualità di cui è in possesso l’azienda spiegando ai nostri allievi il significato di gestione di qualità totale di un processo industriale. Tale qualità ha la sua base nelle materie prime per cui, è da ringraziare Madre Natura in quanto la sorgente a cui l’azienda attinge affiora dalle rocce granitiche presenti nelle Serre Calabre ma è stato importante anche l’impegno delle persone che negli anni hanno selezionato alcuni fornitori di tappi, preforme e bottiglie, rispettosi di determinati standard. Descrivendo le tre differenti linee di imbottigliamento, l’ing. Ielasi ha chiarito che mentre i contenitori in vetro nei formati da 0,75 cl e da 1 L per il canale di distribuzione Ho.Re.Ca. vengono solo riempiti previo opportuno lavaggio, quelli in polietilentereftalato (PET) nei formati da 33 cl a 2 litri per il canale GDO sono prodotti direttamente nello stabilimento mediante stiro-soffiaggio delle preforme, contenitori con dimensioni e forma di provetta, ma con collo e tappo a grandezza della bottiglia finale. Inoltre ha spiegato il significato di tutti i codici presenti sui tappi delle bottiglie che consentono di risalire, in caso di segnalazione, non solo al lotto di produzione, ma persino a turno, giorno ed ora di produzione, garantendo così la completa tracciabilità del prodotto ed ha sottolineato che tutto il processo si realizza nel rispetto dell’ambiente in quanto, per contribuire realmente alla protezione del comprensorio delle Serre, la Mangiatorella s.p.a. ha deciso di alimentare le attività produttive con energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili contribuendo così a combattere il riscaldamento terrestre causato dall’effetto serra. Al termine della relazione, dopo aver risposto alle domande degli allievi, l’ing. Ielasi ed il tecnico Furino ci hanno guidato all’interno dell’impianto.

Gli operatori presenti sulle tre linee ci hanno spiegato dettagliatamente il funzionamento di tutti i macchinari presenti, dalla soffiatrice che, sfruttando un getto di aria ed il calore prodotto da sette lampade alogene, trasforma le preforme poste all’interno di stampi di allumino refrigerati in bottiglie alla macchina di pallettizzazione. Tutte le bottiglie già pronte che escono dalla soffiatrice subiscono un lavaggio preliminare ed un risciacquo attraverso macchinari automatici ed in ambiente controllato. Successivamente vengono riempite e tappate in una camera controllata microbiologicamente e pressurizzata con aria sanitaria. Infine attraverso nastri trasportatori giungono prima all’etichettatrice e dopo alla fardellatrice ed alla macchina di pallettizzazione.

Terminata la visita all’impianto di produzione, gli alunni del Severi, sempre accompagnati dai loro docenti, Proff. Battaglia, Caratozzolo, Ieracitano e Vetere, hanno visionato anche i laboratori in cui regolarmente vengono effettuate le analisi chimico-fisiche e microbiologiche sia sui lotti che arrivano sulle nostre tavole che sulle acque di scarico in uscita dall’impianto.

Dopo la pausa pranzo presso il ristornate “Il Castello” di Stilo, i docenti del Severi hanno offerto agli studenti l’opportunità di apprezzare anche alcune delle bellezze architettoniche e culturali che la città natale di Tommaso Campanella offre e che troppo spesso non sono adeguatamente valorizzate. Il percorso culturale è iniziato con la visita all’Abbazia di San Giovanni Therestis per ammirare il “Paradiso”, la grande Pala d’altare dipinta dal Battistello Caracciolo e recentemente restaurata e nella stessa sede, la guida turistica ha delineato brevemente la storia di Stilo dall’età medievale a quella contemporanea. Le tappe successive sono state il monumento a Tommaso Campanella, la chiesa di San Francesco, una passeggiata attraverso via Stilo Vecchia e le altre vie del borgo con meta la Cattolica. Durante la “scalata” è stato possibile osservare la Fontana dei Delfini, fare una deviazione per ammirare Laura della Pastorella, in una delle piccole grotte in cui durante il X secolo si sistemarono anacoreti di origine orientale e la facciata della chiesa Matrice con la caratteristica porta ogivale. Una volta giunti alla Cattolica, firmato il registro dei visitatori, è stato possibile osservare principalmente l’affresco del Pantocratore e, alle luci del tramonto, riprendere la via del ritorno, stanchi per le energie consumate ma consapevoli di aver arricchito la mente e lo spirito.

 

a.s. 2016/2017